Il neutrino è la particella più elusiva che conosciamo: quando fu ipotizzato da W. Pauli nel 1930, si temeva che non potesse essere mai rivelato. Il motivo è che esso è privo di carica elettrica, e la sua probabilità d'interazione con la materia ordinaria è molto piccola. Oggi sappiamo che neutrini sono prodotti dai processi di fusione nucleare che mantengono in vita le stelle, dalle esplosioni conseguenti il collasso gravitazionale stellare, dalla interazioni tra particelle cariche accelerate da meccanismi astrofisici, dalla radioattività e dai reattori nucleari presenti sulla Terra.
Tuttavia, il flusso di neutrini in arrivo su una certa superficie decresce molto al crescere della loro energia: occorrono quindi esperimenti di scala gigantesca per potere rivelare i neutrini originati da processi astrofisici di energia estrema. Nel mondo, sono in funzione tre grandi rivelatori (IceCube al Polo Sud, ANTARES nel Mar Mediterraneo e GVD in Siberia) e un rivelatore più grande (KM3NeT) è in fase di realizzazione nel Mar Mediterraneo.